Da Rubattino alla Tirrenia. Storia di un monopolio che ci isola e impoverisce (parte 2)

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PARTE II.

Prima di procedere alla terza parte, consiglio la lettura di quest’altro atto parlamentare. Leggendolo ci rendiamo conto che siamo rimasti fermi - come sospesi nel tempo - mentre il tempo del resto del mondo andava avanti, passando sopra le nostre vite. Le parole degli interroganti Polano e Laconi, parlamentari sardi, sono di una durezza unica, quasi pietre contro il rappresentante del governo italiano Tambroni. Sono parole forti, parole che oggi, dopo altri 62 anni, sono ancora attuali. 

Atti parlamentari: Discussioni – seduta del 9 febbraio 1951

PRESIDENTE: segue l’interrogazione degli onorevoli Polano e Laconi, al ministro della marina mercantile, “per conoscere se sia informato che la società sarda di navigazione  <<Sardamare>>, la quale da cinque anni disimpegna il servizio del periplo sardo in collegamento con i porti continentali dell’alto Tirreno, si trovi attualmente in serie difficoltà al proseguimento del servizio stesso per il grave onere finanziario che esso comporta, e se non ritenga, nell’interesse dell’economia isolana, di dover intervenire perché il servizio del periplo sardo, tanto utile e vitale per l’isola, possa esser mantenuto, ripristinando a favore della <<Sardamare>> quella sovvenzione, adeguatamente aggiornata, che a tale scopo nell’ante-guerra era stata già concessa ad altre compagnie di navigazione”.

PRESIDENTE: L’onorevole sottosegretario di Stato per la marina mercantile ha facoltà di rispondere.

TAMBRONI, sottosegretario di Stato per la marina mercantile “nell’anteguerra la linea Genova – periplo sardo , quindicinale, veniva esercitata dalla società di navigazione<<Tirrenia>>.

Essendo, però, stata sospesa, come tutte le altre linee, nel 1940 in seguito all’entrata in guerra, non venne più ripristinata stante la limitata disponibilità di naviglio che ha finora consentito si riattivare soltanto le comunicazioni veramente indispensabili. D’altra parte, la predetta linea, come accennano gli onorevoli interroganti, da cinque anni viene gestita liberamente dalla <<Sardamare>>, il che ha indotto il Ministero ad astenersi dal prendere in esame la possibilità di un suo eventuale ripristino. Non è a conoscenza del Ministero della marina mercantile, fino a questo momento, che la <<Sardamare>> si trovi in serie difficoltà per il proseguimento del servizio suindicato a causa del grave onere finanziario che la sua gestione comporta. Ad ogni modo, quand’anche tale circostanza effettivamente sussistesse, il Ministero non avrebbe la possibilità di intervenire nel senso indicato dagli onorevoli interroganti, trasferendo, cioè, a favore della <<Sardamare>> quella sovvenzione, adeguatamente aggiornata, che per l’esercizio della suindicata linea dovrebbe essere corrisposta alla società <<Tirrenia>>, trattandosi di un servizio assegnato, per convenzione, a quest’ultima società.

Pertanto, qualora la <<Sardamare>> venisse a trovarsi nelle condizioni di sospendere la linea in questione ed il Ministero dovesse intervenire per assicurare il mantenimento, in quanto ritenuta vitale per l’isola, non rimarrebbe che interessare la società <<Tirrenia>> a riprendere l’esercizio della linea quattordicinale prevista dalla convenzione, essendo da escludere allo stato delle cose la possibilità di corrispondere la sovvenzione ad altro assuntore.”

PRESIDENTE. L’onorevole Polano ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto.

POLANO: “Non posso dichiararmi soddisfatto di quanto ha detto or ora l’onorevole sottosegretario. Il governo vive nelle nuvole: non è a conoscenza – ha detto l’onorevole Tambroni – delle difficoltà,  incontrate dalla società <<Sardamare>>, nell’esercizio della linea del periplo sardo. Del resto – ha aggiunto l’onorevole sottosegretario – anche se ne fosse a conoscenza, il Ministero non potrebbe corrispondere alcuna sovvenzione sicchè, stando cosi le cose, se la <<Sardamare>> non potrà continuare con i suoi soli mezzi tale servizio, esso finirà per essere soppresso. Orbene, ciò non può soddisfare l’opinione pubblica della Sardegna che conosce lo sforzo fatto dalla società <<Sardamare>> per mantenere, durante cinque anni, un servizio che, se essa non lo avesse assunto, dato che la <<Tirrenia>>or sono nove anni vi rinunciava, non si sarebbe fatto. Ora questo è un servizio di grande importanza per l’isola. Il servizio marittimo del periplo sardo, con prolungamento verso Genova e Savona è indubbiamente di grande utilità per lo sviluppo economico per l’isola.

Come stanno dunque le cose? Vediamo. La <<Tirrenia>> ebbe il servizio del periplo sardo nel 1936 in virtù del decreto legge 7 dicembre 1936, n. 2081; e lo fece sempre malamente, in modo assai insoddisfacente, in quanto non prendeva a cuore tale servizio, non dava ad esso il necessario sviluppo.  La nave  della <<Tirrenia>> non entrava nemmeno nei porti, specialmente in Alghero ed Arbatax, nonostante ve ne fosse la possibilità. Sostava al largo, obbligando gli spedizionieri a fare carico o lo scarico delle merci a mezzo di barche; spesso quantitativi di merci andavano a mare. Il servizio della <<Tirrenia>> era fatto esclusivamente per incassare dallo stato le stabilite sovvenzioni, senza nessun interesse per l’isola, per le sue necessità. Nel 1941 la <<Tirrenia>>, a causa egli eventi bellici, sospendeva questo servizio. Ma alla fine dello stato della guerra, la <<Tirrenia>>se ci avesse tenuto e se avesse avuto interesse e rispetto per la Sardegna avrebbe potuto benissimo riprenderlo. Senonché sono passati gli anni e non l’ha fatto. Ed è stato per l’iniziativa di alcuni volenterosi sardi, di coloro che hanno costituito la <<Sardamare>>, se questo servizio è stato ripreso ed ha potuto funzionare per cinque anni.

Ora, anziché premiare si vuol punire questa società, si vogliono punire questi volenterosi sardi che hanno compiuto un servizio cosi utile, restando indifferenti alle loro difficoltà e non tenendo in alcun conto che essi si trovano senza un adeguato appoggio in condizione di non poterlo continuare. Questo è il problema. Infatti, oggi, la <<Sardamare>> dichiara di non poter continuare questo servizio. Lo ha dichiarato in documenti pubblici.

Il 10 dicembre scorso vi è stato ad Oristano un convegno regionale per l’esame dei problemi marittimi sardi. Erano presenti diverse autorità della regione; il vicepresidente della regione, onorevole Piero Soggiu, consiglieri regionali, sindaci e rappresentanti di enti economici e sociali della Sardegna. In questo convegno la <<Sardamare>>, dando conto della sua attività, concludeva dimostrando la impossibilità per essa di continuare il servizio, che sebbene in continuo sviluppo segna tuttavia un passivo di esercizio.

Quel convegno si concludeva con l’approvazione di una mozione presentata dal sindaco di Oristano, una delle città che ha risentito un grande beneficio dal servizio: essa infatti nei primi dieci mesi del 1950 ha avuto un movimento di circa 4000 tonnellate di merci. Tale mozione, richiamata la necessità dell’attuale servizio svolto dalla <<Sardamare>>, ne chiede il riconoscimento da parte del Governo, mediante la concessione della sovvenzione già stanziata a suo tempo a tale scopo e che attualmente nessuno percepisce.

Ma il Governo, a quanto risulta dalle parole dell’onorevole Tambroni, a due mesi di distanza da tale convegno non ne è informato.

Ora ogni sardo onesto, che vuole, vedere migliorare le condizioni della sua isola, pensa che poiché la <<Sardamare>> ha dato buona prova nel fare questo servizio – e lo dimostrano i dati del 1950: 11 mila tonnellate complessive di merci trasportate dai porti sardi verso il continente – poiché, dicevo, la <<Sardamare>>ha mostrato un attaccamento a questo servizio ( ed in verità solo una società sarda può sentire veramente interesse per esso) bisognerebbe fare in modo che esso fosse mantenuto, e che la società fosse aiutata.

Il servizio va migliorato e non soppresso. Occorre aumentare il numero degli scali, cioè toccare altris cali che il servizio attuale non comprende, e precisamente: Santa Teresa, Siniscola, Dorgali, Muravera, Bosa; occorre mettere in linea navi più idonee, perché attualmente la <<Sardamare>>, con la nave che ha, non riesce, talvolta, a prendere tutte le merci pronte per l’imbarco. Occorre mantenere il prolungamento della linea oltre Genova e Savona, fino a La Spezia e Livorno, che la <<Sardamare>> ha già attuato e che se mantenuto può sicuramente dare un maggior incremento a questo servizio.

Tutte queste cose la <<Sardamare>>le potrebbe fare se fosse adeguatamente aiutata. Noi dobbiamo quindi insistere affinchè si eviti la soppressione di questo servizio, che la società non potrà più proseguire se non avrà quelle sovvenzioni già previste per altre società.  Noi dobbiamo insistere perché si denunci la convenzione con la <<Tirrenia>>. Del resto, mi è parso una volta di aver letto alcune dichiarazioni fatte da lei, onorevole Tambroni, quando nella sua veste di sottosegretario alla marina mercantile visitò l’anno scorso la Sardegna,. In quella occasione interrogato sul servizio sul periplo sardo, ella ebbe a dire  - e mi corregga se non è esatto – che la <<Tirrenia>> non ha la nave per poterlo riprendere e che, daltra parte, tale servizo viene già fatto  <<assai bene>> - sono sue parole onorevole Tambroni  - dalla società <<Sardamare>>. 

Se queste dichiarazioni sono vere, perché non premiare questa società che svolge <<assai bene>> il servizio in parola, e perché non aiutarla come la legge consente? Io concludo chiedendo che questo servizio venga affidato alla <<Sardamare>> concedendo ad essa le necessarie sovvenzioni, cosi come vine fatto per altre società di navigazione, quali per esempio, la <<Compagnia Toscana>>, la <<Compagnia Partenopea>>, la <<Società Eolie e Meridionale>>, ciò deve essere fatto perché il servizio venga mantenuto e migliorato secondo le richieste delle popolazioni interessate al servizio stesso, quelle cioè dei centri abitati litoranei che citavo poco prima.

Prego pertanto l’onorevole sottosegretari odi volersi fare interprete presso il ministro della marina mercantile affinchè voglia prendere in considerazione questo problema, onde evitare che il servizio venga a cessare. Non si può contare sulla possibilità che la <<Tirrenia>> possa riprenderlo: essa non solo non ha le navi, ma non ha nessun desiderio di farlo, e se dovesse anche riprenderlo lo farebbe di malavoglia, e soltanto per spillare, eventualmente maggiori sovvenzioni. Del resto, sia detto chiaro, nessuno in Sardegna desidera che la <<Tirrenia<< riprenda questo servizio, ed imponga anche in esso il suo monopolio.

Il fatto che l’onorevole sottosegretario non abbia visto altra soluzione al problema se non nella pressione che potrebbe fare il Governo sulla <<Tirrenia>> per indurla a riassumere la linea sta a significare che il Governo è pronto a sacrificare gli interessi dell’isola e una onesta iniziativa sarda di fronte a quella piovra monopolistica odiosa per la Sardegna che è la <<Tirrenia>>.

Per queste ragioni non posso dichiararmi soddisfatto.”

La Sardamare fallì!

Negli anni successivi, la Tirrenia riprese i collegamenti con la Sardegna. In parlamento continuarono le interpellanze, a intervalli regolari. In una di queste si chiede al ministro dei trasporti il motivo per cui, per ben nove mesi all’anno, fosse soppresso il treno che collega il nord Italia con Civitavecchia, che di conseguenza rimaneva operativo solo per i tre mesi estivi. Il treno era utilissimo per i numerosi sardi che, abitando o provenendo dal nord Italia, dovevano recarsi a Civitavecchia per imbarcarsi. Di fatto, in quegli anni Civitavecchia offriva l'unico collegamento disponibile tra l’Italia e la Sardegna. Questa mancanza fu causa di un disagio enorme per quei sardi che gia' impiegavano giorni di viaggio per raggiungere il porto, all'andata e al ritorno. La risposta del ministero, a grandi linee, fu la seguente: "quel collegamento ferroviario solo casualmente è a disposizione anche dei sardi, in quanto la sua esistenza è funzionale agli italiani del nord che si devono recare nei litorali laziali nei periodi estivi, sarebbe improduttivo lasciare quella linea attiva solo per i sardi."

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