Dove va la Sardegna senza l'Italia?

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Dove va la Sardegna senza l'Italia? È una delle eccezioni, quasi in maniera canzonatoria, che mi sento opporre spesso quando parlo di di sovranità, indipendenza o semplicemente autodeterminazione.

Ovvio, se noi ragioniamo con il metro di misura italico, la risposta è scontata: non si va’ da nessuna parte. Ma non solo, dovremmo anche dire grazie per il fatto che l’Italia ci ha accolto, ci ha fatto evolvere, ci ha lavato via la quasi onta dell’essere sardi. Ecco, questa sarebbe la risposta più ovvia se si usasse quel metro, quel metodo di misura datoci e impostoci da “mamma” Italia.

Rispondendo seriamente, la prima considerazione che mi viene in mente è che sia giunta l'ora di cambiare i termini del discorso, di porre la questione in un altro modo,  di cambiare paradigma. La domanda che dovremmo porci, ora più che mai è semmai perché la Sardegna dovrebbe ancora stare 'attaccata' all'Italia. Si, proprio così. 

Perché dovremmo stare ancora con uno stato che ci ha usato e ancora usa come pattumiera? Perché dovremmo ancora far parte di uno stato che ci ruba i nostri denari? Perché dovremmo stare con uno stato che ci ha imposto una quantità di servitù militari, in termini di numero ed estensione, che non ha paragoni al mondo e che viola le sue stesse leggi? Perché dovremmo ancora convivere con chi ci ha imposto uno sviluppo industriale improprio, che ha devastato e avvelenato a più riprese il nostro territorio e il nostro tessuto sociale? Perché dovremmo ancora fidarci di chi ci impedisce di studiare e conoscere la nostra cultura e le nostre tradizioni?

Perché dovremmo condividere ancora un percorso con chi ci ha impedito di usare e sviluppare la nostra lingua tacciata di “grezzumini” a più riprese? Perché dovremmo stare, ancora, con chi sacrifica le nostre esigenze di mobilità, interna e verso l'estero, sull'altare del dio denaro, rendendo la nostra insularità non un vantaggio ma una prigione? Perché, infine, dovremmo ancora stare con chi ha divelto le nostre radici dalla nostra terra, facendoci sentire stranieri in casa nostra? 

Ecco, questo sono solo alcune delle considerazioni che dovremmo compiere quando ci chiediamo come potremmo fare senza l'Italia e iniziare, seriamente a sviluppare un ragionamento pacato ma deciso intorno ad essi.

La risposta che ne consegue può essere molto semplice: senza l'Italia non staremo certo peggio di ora ma probabilmente, molto probabilmente, staremo nettamente meglio.

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