Da Rubattino alla Tirrenia. Storia di un monopolio che ci isola e impoverisce (parte 1)

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PARTE I.

La storia punisce chi non la sa considerare. E il caso della storia dei trasporti marittimi fra la Sardegna e l'Italia è lì a dimostrarcelo. Provate a leggere questo testo:

C'era poi, nell'agenda camerale, il problema del monopolio dei trasporti marittimi, in capo da tanti anni alla società genovese Rubattino. Si è rilevato come le tariffe praticate fossero particolarmente punitive per i commerci cagliaritani e come quella compagnia avesse cercato di scoraggiare ogni tentativo di concorrenza.

Un esempio lo si era avuto allorché la compagnia francese Valery aveva messo in atto, anche su sollecitazione dell'organo camerale, un collegamento settimanale fra Marsiglia e Cagliari, con scali a Genova, Livorno e Terranova (Olbia). In poco più di due mesi aveva trasportato circa 2 mila tonnellate di "prodotti indigeni" e circa un centinaio di passeggeri. Parlando al Consiglio camerale, il presidente aveva denunciato però lo scorretto comportamento della compagnia monopolista che, "appena a conoscenza dell'approdo dei vapori francesi" sguinzagliava i propri agenti fra i commercianti locali perché firmassero "una dichiarazione apertamente avversa alla compagnia Valery , respingendo la facilità dei noli da questa offerti, offrendo sconti tariffari occasionali perché mantenessero la fedeltà ai servizi della Rubattino".

Dichiarazione, si opinava, che non aveva altro scopo all'infuori di quello di "dimostrare che i sardi, negando l'imbarco dei prodotti alla compagnia francese, disconoscessero i benefici che loro apportava la bene arrivata concorrenza". Il fatto che non pochi commercianti locali avessero abboccato ingenuamente a questo tranello, che altro scopo non aveva se non quello d'eliminare la concorrenza, imponeva all'organismo camerale d'intervenire proprio perché "la società Rubattino, nonostante vanti le sovvenzioni dello Stato, non ha mai dato prova di favorire lo sviluppo degli interessi commerciali della Sardegna; ha invece inceppato la creazione e lo sviluppo di società di navigazione isolane".

Quel che si denunciava allora avrebbe avuto poi ripetute conferme, con la Società Generale di Navigazione che "affondò" negli anni Venti del Novecento le aspirazioni della Vinalcool per i collegamenti di linea con il continente e con la Tirrenia che sterilizzò nel secondo dopoguerra le ambizioni della Sardamare per gestire i servizi sovvenzionati dell'isola.

Ed ogni volta, alle giuste rivendicazioni dei sardi di ottenere convenienza e concorrenza nei servizi marittimi, avrebbero fatto eco i distinguo di altri nostri conterranei, che - come nel caso della Rubattino con un articolo del direttore de L'Avvenire, Giovanni De Francesco - avrebbero irriso al tono "tribunizio" usato dal presidente della Camera nell'accusare la compagnia genovese "senza che enumerasse i singoli fatti che determinano la sua avversione e senza ricordare le continue perdite subite per assicurare il servizio".

Sembrerebbe storia di oggi, ma parliamo di un periodo che parte da circa il 1860 ai giorni nostri, cioè 150 anni fa! Il documento è questo, lo denunciò in quegli anni Gaetano Rossi Doria, co-fondatore della Camera di Commercio di Cagliari.

Rileviamo questi dati e teniamone conto:


1) La Rubattino, la SGN e la Tirrenia erano tutte sovvenzionate dallo stato
2) Praticavano tariffe altissime nonostante i contributi pubblici
3) Non avevano concorrenza durante i rispettivi tempi di operatività
4) Se qualcuno tentava di inserirsi nel settore, forti delle sovvenzioni pubbliche, agivano scorrettamente al fine di far fallire qualsiasi tentativo di concorrenza a società come la Valery (1870), la Vinalcool (1920), la Sardamare (1946) e, aggiungiamo, la Traghetti Sardi (1964)
5) La società Rubattino chiese ai sardi di firmare un documento in cui disconoscessero i benefici derivanti dalla concorrenza – La Valery – per continuare a incassare i contributi statali. E ci riuscì, e questo causò l’abbandono del servizio da parte della Valery. Si tornò al monopolio e ai vecchi problemi.

Caso identico si è ripetuto in questi anni. Dopo 150 anni.

Durante le trattative sulla privatizzazione della Tirrenia, l’Unione Europea apriva un ricorso giudiziario contro l’Italia per aiuto di stato in favore della compagnia di navigazione durante il decennio precedente. L’imputazione aveva ragione nel momento in cui non esisteva un reale finanziamento finalizzato ad un servizio pubblico se, chi ne era il destinatario – i sardi – ne lamentava la mancanza. Fu a questo punto che lo stato, in accordo con la CIN, fece la proposta alla RAS:entrare in società per la privatizzazione della compagnia. Se la RAS avesse accettato avrebbe di fatto annullato la ragione del ricorso della giustizia europea, perché accettando sarebbe stato considerato come accettazione di buon servizio, e l’Italia non avrebbe corso il serio rischio di pagare una sanzione di circa 500 mln. Questo è stato uno dei pochi casi in cui non si è ripetuto il solito inganno. Anche se non ha prodotto nulla, come vedremo.

6) La Rubattino e le altre società citate facevano solo ed esclusivamente i propri interessi nonostante fossero compagnie pubbliche

Ora fate un piccolo gioco di “associazione di punti” con la storia passata riassunta in questi 6 punti.

Prima di questo periodo (1870) non si è registrato alcun meccanismo del genere a riguardo del servizio marittimo civile, anzi, pochi secoli prima in Sardegna c’era una delle più importanti e potenti flotte navali, quelle che permisero alla Repubblica Sardisca di resistere e respingere attacchi di flotte ben corazzate dell’epoca, come quelle dei catalano-aragonesi. Iniziano e diventano pratiche normali con l’unità d’Italia. È un caso che si siano ripetuti cosi spesso e cosi uguali in un arco di ben 150 anni? Probabilmente la storia ha insegnato a quella “zenìa” che è proficuo quel sistema, molto meno, quella stessa storia, ha insegnato qualcosa ai sardi se oggi sono ancora li ad assecondare quel sistema assurdo che non ha mai prodotto nulla e che addirittura è una delle causa di impoverimento economico per tutta la Sardegna. Ma di questo ne parleremo nella seconda parte.

PUNTATE SUCCESSIVE:

Da Rubattino alla Tirrenia. Storia di un monopolio che ci isola e impoverisce (Parte 2)

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