La crisi dell'Italia? Che paghino i sardi!

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de Franciscu Sedda e Giuliu Crechi

Nella recente sentenza in merito al ricorso presentato dalla Regione Sardegna in materia di entrate la Corte Costituzionale ha dichiarato che la parte di maggior gettito NON versato dallo Stato alla Sardegna è da considerarsi come p trattenuta dallo Stato a titolo di partecipazione dei sardi alla soluzione della crisi finanziaria dello Stato stesso. Un giro da far venire il capogiro. E che invece va ben bene meditato. Perché a legger bene è chiaro che si tratta dell'ennesimo esborso a carico dei sardi. Chi lo ha deciso? E soprattutto perché questo nuovo salasso su una terra e un popolo in piena crisi? La Sardegna già versa una percentuale delle sue entrate allo Stato senza peraltro riceverne in cambio servizi e investimenti all'altezza delle esigenze. Si pensi soltanto al trattamento in materia di infrastrutture. In pratica noi sardi già paghiamo per risolvere i problemi economici di uno Stato assente. Come è possibile che lo Stato chieda, anzi prenda, ancora alla Sardegna?

Le maggiori entrate di cui si discute infatti non sono regalie! Sono la contropartita di un accordo che prevede maggiori spese per la Regione e minori per lo Stato. Nel dettaglio si tratta dell'intero carico della spesa sanitaria, dei trasporti interni e della continuità territoriale, vale a dire tutti i settori pubblici con la maggior spesa per la pubblica amministrazione. Si noti che nella quasi totalità delle Regioni italiane queste voci sono in gran parte a carico dello Stato.

Insomma, a ben guardare, noi sardi lasciamo una parte delle nostre entrate allo Stato senza riceverne in contraccambio investimenti economico-strutturali adeguati.

Ci vediamo sottratta una seconda parte che dovrebbe esserci resa per far fronte a maggiori costi e oneri che comunque dobbiamo pagarci se non vogliamo privare noi stessi di servizi essenziali.

Infine ci viene detto che un ulteriore parte lo Stato se la trattiene perché c'è la crisi e in qualche modo dobbiamo contribuire. Come se tutto il resto non fosse abbastanza.

La verità è invece che ce n'è abbastanza per averne abbastanza di questo Stato e di chi in Sardegna governa a suo nome.

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