Il tarlo catalano

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L'indipendentismo esce fuori dalla gabbia del fatto piccolo, egoistico, anacronistico, razzista, nazionalista per salire al grado più alto della realizzazione del sogno interrotto, di un europa degli europei.

L'operazione internazionalizzazione creata dalla magnifica rivoluzione catalana, con un terzo del governo legittimo, esiliato a Bruxelles, stana ed erode la pigrizia politica degli ultimi 10, 20, 30anni ....

Il pensiero progressista di sociologi, storici, filosofi etc, sulla Europa dei popoli, dei piccoli e delle regioni, esce dall'ambito della elucubrazione mentale fine a se stessa nel quale era rimasto relegato. È diventato dibattito.

È il dibattito.

Il sacrificio continuo dei catalani, riscatta quello di tutti, quello di chi si dibatteva nelle gabbiette donate con magnanimità.

Piccolo è bello. E ne sanno qualcosa I sardi che tutti I giorni devono sbattere il muso contro la perfetta macchina centralista che ha partorito anche la nostra ultima creatura disumana: la ASL unica! Che combattono contro la negazione dei propri diritti statutari, contro le impugnazioni delle loro leggi, della loro fiscalità, mobilità, istruzione ...

Finalmente si rimettono gli aggettivi beceri, al posto giusto. I nazionalisti sono gli stati attuali, quelli che venivano definiti moderni.

Il tarlo ha scavato tanto nell'ultimo mese, molto più in fretta di quanto abbia mai fatto.

Questa sarà la rivoluzione catalana, la rivoluzione delle nazioni senza stato, la rivoluzione degli europei, la nostra rivoluzione

Visca Catalunja. A innantis Sardigna.

Cristiana Velluti

 

* La foto della delegazione dei sindaci catalani, in difesa delle proprie istituzioni, della libertà e dei propri cittadini, ministri e consiglieri, è presa dal quotidiano italiano Repubblica.

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