Primo direttivo nazionale del Partito dei Sardi

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Primo direttivo nazionale del Partito dei Sardi

Si è celebrato ieri, domenica 20 ottobre, a Macomer il primo direttivo nazionale del Partito dei Sardi. È stato un importante momento di partecipazione e condivisione, con oltre 200 delegati da ogni parte dell'isola e un approfondito dibattito sulla situazione politica, le scelte da compiere, le strategie di mettere in atto per dar seguito al forte radicamento e alla grande attenzione suscitate dalla nascita del Partito.

Oltre ad aver deciso una serie di importanti iniziative collettive di cui daremo notizia nei prossimi giorni, il direttivo del Partito dei Sardi ha riconfermato il potenziale valore strategico di un'alleanza con i partiti del centrosinistra nell'ottica della costituzione di una coalizione per una Sardegna sovrana e democratica. Al contempo, tuttavia, il direttivo ha espresso l'unanime e ferma volontà di chiedere ai potenziali alleati il rispetto del codice etico che noi per primi ci siamo imposti, tale per cui i candidati non possono essere né indagati né ambire a un terzo mandato come consiglieri regionali.

La determinazione nel porre senza isterie ma in modo chiaro la questione morale nasce da motivazioni politiche. Fatto salvo il principio garantista per cui un inchiesta non è una condanna resta tuttavia il fatto che se si vuole dare ai sardi e alla Sardegna l'opportunità di esprimere un esecutivo forte e autorevole, capace di portare avanti un vero programma di cambiamento e sovranità, allora bisogna che la coalizione per una Sardegna sovrana e democratica si proponga senza ombre, dimostrando di essere esempio e testimonianza della nuova fase di trasparenza, cambiamento, coraggio che si vuole determinare nella nostra terra e per la nostra gente.

Il rispetto di un codice etico come quello del Partito dei Sardi – reso pubblico in tempi non sospetti e in forma non strumentale nell'agosto del 2013 – è la prima garanzia di poter vincere le elezioni e vincerle con forza e entusiasmo, mettendosi dunque nella migliore condizione per dare alla Sardegna quelle riforme strutturali nazionali che le servono per incamminarsi lungo la via dell'autodeterminazione e della prosperità.

Il direttivo nazionale del Partito dei Sardi ha infine ribadito la necessità di proseguire o aprire il dialogo con quelle forze, indipendentiste e non, che vedono nella sovranità dei sardi un elemento centrale nella definizione di visioni e programmi per la Sardegna e vogliono farsene carico attraverso l'azione di governo e non brandirla come semplice elemento strumentale o di testimonianza. In tal senso proseguirà l'interlocuzione già avviata con il Partito dei Rossomori e con altre forze che anche all'interno del tavolo del centrosinistra hanno dato segnali in tal senso. Come già detto il Partito dei Sardi resta aperto alla costruzione di ponti, purché siano costruiti bene. Vale a dire, possano servire a dare risposte alla crisi che attanaglia i sardi e possano mettere già oggi la nostra terra nella condizione di comportarsi da Stato, per divenire Stato.

Franciscu Sedda - Paolo Maninchedda 
Cagliari, 21/10/2013

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