Io, la Catalogna e le paure dell'indipendentismo

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Ricordo chiaramente quando nel 1999 attraverso Su Cuncordu espressi, insieme agli altri amici che ne facevano parte, gli auguri ad Esquerra Republicana de Catalunya che alle elezioni aveva superato l'8% di voti, dopo anni passati sotto il 5%.

Gli amici indipendentisti catalani con cui ero in contatto chiamarono furiosi dicendo che ERC non era un "vero" partito indipendentista perché aveva la tendenza a dialogare e ad allearsi, in particolare con il centrosinistra catalano, sostanzialmente federalista. Pesava inoltre su ERC lo stigma di essere nettamente contro la violenza e ancor di più di perseguire una politica che con disprezzo alcuni amici avrebbero detto "borghese" (pur essendo ERC un partito di sinistra e non di centrosinistra!).

Insomma, troppo morbidi questi di ERC. Anzi, secondo i miei amici indipendentisti catalani "dei veri e propri traditori, dei venduti, dei finti indipendentisti". Ci rimasi male. Ci rimanemmo male. Per noi che volevamo costruire un indipendentismo moderno e nonviolento ERC ci sembrava un buon punto di riferimento. Passarono 4 anni e alle elezioni del 2003 ERC, che nel mentre aveva continuato per la sua strada curandosi poco delle critiche dall'indipendentismo "purissimo", prese quasi il 17% dei voti e si alleò con il centrosinistra federalista. Con cui ha governato per due legislature, trasformando la Catalogna in una nazione moderna e in uno Stato (quasi) fatto.

Oggi, dopo una piccola scissione che ha causato una momentanea flessione, ERC è diventata il secondo partito di Catalogna e stando ai sondaggi se si votasse oggi sarebbe il primo partito di Catalogna. Non stupisce che i catalani siano a un passo dal referendum d'indipendenza, anticipato da una "Dichiarazione di sovranità" (brutta parola sovranità, eh?!) che impegna l'intero parlamento a indire una consulta sull'indipendenza entro il 2014. Ora ovviamente vi starete chiedendo: "Che fine hanno fatto i tuoi amici indipendentisti che ce l'avevano tanto con ERC?".

Che domanda, signori: ne fanno quasi tutti parte! E chi non ne fa parte milita onestamente in piccoli partiti che viaggiano fra l'1% e il 3%. Si capisce la morale?

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