Verso la sovranità linguistica: quali passi compiere?

Riccardo Mura's picture

Un grande passo nel cammino verso l'autodeterminazione della comunità sarda è quello dell'acquisizione della sovranità linguistica. In Sardegna si parlano diverse lingue e la maggior parte dei sardi parla o vorrebbe  parlare piú d'una lingua. La situazione sociolinguistica sarda è delicata e complessa come tante altre situazioni sociolinguistiche nel mondo. Questa complessità non può essere ignorata, ma non deve neppure costituire un comodo alibi per rimandare decisioni politiche urgenti. In Sardegna si parlano diffusamente cinque lingue storiche. Una di queste, l'italiano, è giustamente detta "dominante". Questo dominio è stato reso possibile attraverso la minorizzazione delle altre lingue che già si parlavano prima dell'imposizione dell'italiano. Fanno parte delle lingue sarde minorizzate (LSM) il sistema linguistico sardo, quello sardocorso, il catalano di Alghero e il ligure delle isole sulcitane. Le LSM e i sardi che le parlano sono sempre piú minacciati dalla diffusione opprimente del monolinguismo italiano, figlio di decenni di politica linguistica aggressiva, nazionalista e, per quanto riguarda la classe politica sarda, autorazzista. Il diritto individuale e collettivo all'uso della propria lingua madre deve essere garantito con le parole e con i fatti.

Le parole che confermano questo diritto sono in parte già state espresse nelle leggi che regolano il plurilinguismo nel nostro territorio: la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie (1992), la Legge regionale n. 26 del 1997 e la Legge statale n. 482 del 1999. Al momento non possiamo prescindere da queste tre leggi, ma nell'immediato futuro abbiamo bisogno di parole piú chiare e di misure piú efficaci. Cominciamo a fare ordine a casa nostra. Nei prossimi cinque anni −possibilmente entro i primi due− si rende necessario abrogare l'attuale legge regionale e discutere e approvare in tempi brevi una nuova legge per la tutela, il rafforzamento e la disciplina del plurilinguismo in Sardegna.

Ma perché questa nuova legge non si risolva nell'ennesimo sfoggio di belle e promettenti parole, bisogna destinarle una quota percentuale minima sul bilancio regionale. Non si può pensare di mettere in atto una pianificazione linguistica seria con gli attuali 3 milioni di euro, che costituiscono circa lo 0,05% dell'intero bilancio regionale! Nei prossimi cinque anni si deve aumentare lo stanziamento di 1 milione ogni anno, fino a che non si ottengano e consolidino risultati tangibili. Non saranno soldi buttati. Dobbiamo riuscire a vedere il plurilinguismo come un'opportunità di crescita economica: nuovi settori di ricerca e di sviluppo, piú occupazione, maggiore ricchezza culturale e quindi economica, piú libertà e dignità. I fondi necessari, potenzialmente, sono già disponibili, attraverso la prioritaria istituzione dell'agenzia sarda delle entrate (cfr. legge popolare del Fiocco Verde).

Lo scopo primario di questa legge è l'istituzione di una agenzia sarda per il plurilinguismo, un organo amministrativo fondamentale che dovrà rendere l'attuale Uffìtziu de sa limba sarda un vero e proprio istituto col compito di dirigere, pianificare, coordinare, eseguire e monitorare la politica linguistica della Regione autonoma della Sardegna. In particolare, l'agenzia dovrà svolgere dei censimenti per determinare le preferenze linguistiche dei cittadini sardi in rapporto ai loro territori, determinare le aree bilingui e quelle trilingui, coordinare gli enti locali e le scuole nell'esecuzione del plurilinguismo, proporre degli standard grafici e fonetici che facilitino l'uso delle LSM, progettare delle campagne di comunicazione per aumentare il prestigio socioculturale delle LSM, offrire servizi di consulenza ad amministrazioni, scuole, associazioni e aziende, proporre servizi e strumenti didattici diversificati in base all'utenza (bambini, ragazzi, adulti, anziani, stranieri, persone con difficoltà visive, uditive e motorie), promuovere la ricerca pubblica e privata, proporre corsi di formazione e rilasciare gli appositi certificati, supportare operativamente i diversi assessorati per ciò che concerne l'uso delle lingue.

Un altro capitolo fondamentale della legge dovrà trattare delle azioni e delle modalità per avviare il plurilinguismo nelle scuole di ogni ordine e grado, fissando dei parametri e dei tempi rigorosi. Consapevoli delle difficoltà e degli attriti che inevitabilmente sorgeranno nel sistema scolastico italiano, bisogna sancire e promuovere la possibilità di aprire una scuola sarda, pensata e progettata in modo radicalmente nuovo e realmente corrispondente alla situazione linguistica e culturale della Sardegna.

Allo stesso modo, è doveroso promuovere l'istituzione della facoltà di lingue e letterature sarde negli atenei di Sassari e Cagliari, ma al contempo sarebbe opportuno che la legge prevedesse anche l'apertura di una moderna e autonoma scuola di specializzazione in lingue e culture della Sardegna. Ampio risalto e relativi finanziamenti dovranno essere previsti per la ricerca in campo linguistico, un settore chiave nell'ottica di un plurilinguismo economicamente sostenibile e propulsivo.

Infine, la legge dovrà promuovere con ogni mezzo l'uso delle LSM nei mezzi d'informazione. Le lingue sarde devono essere sostenute nell'editoria, su internet e nei canali radiotelevisivi. Il prestigio delle nostre lingue passa anche attraverso il loro uso non folkloristico nello spettacolo e nelle arti, con particolare riguardo al cinema, alla musica e alla letteratura.

Per concludere, dopo tutte queste prescrizioni, un semplice ma altrettanto accorato auspicio: che il prossimo presidente della Sardegna parli in sardo, gallurese, tabarchino o algherese ai microfoni dell'aula di consiglio e della televisione.

___________________

Versione in Sardocorso:

Sovranitai linguística: da undi cumincemu

Un passu mannu illu caminu vel di l'autoditilminazioni di la comunitai salda è chissu di lu cunsighimentu di la sovranitai linguística. In Saldingja faiddhemu linghi diffarenti e la majuria di li saldi faeddha o li piaciaria faiddhà piú d'una linga. La situazioni sociolinguística salda è diffíccili e imbuliata a la mattessi manera di middhi alti situazioni sociolinguístichi illu mundu. Chista difficultai no si pó discunniscí, ma no dei nemmancu esse bucata ch'e stivúciu pa' trasindí dizzisioni pulíttichi prissanti. In Saldingja si faéddhani diffusamenti cincu linghi stòrichi. Una di chisti, l'ittalianu, gjustamenti si dici ch'è "duminanti". Chistu dumíniu s'è fattu mannu cu la minorizzazioni di l'alti linghi chi si faiddhàani da primma di impuní l'ittalianu. Fàcini palti di li linghi saldi minorizzati (LSM) lu sistema linguísticu saldu, chissu salducossu, lu catalanu di L'Alguer e lu líguri di l'ísuli di lu Súlcisi. Li LSM e li saldi chi li faéddhani sò sempri piú minacciati da la diffusioni upprimenti di lu monolinguísmu ittalianu, fiddhólu d'umbè d'anni di pulíttica linguística aggressora, nazionalista e, pa' lu chi tocca a li pulíttichi saldi, autorazzista. Lu drittu individuali e collettivu a l'usu di la linga mamma à d'esse garantitu cu li paràuli e cu li fatti.

Li paràuli chi cunfèlmani chistu drittu in palti s'agàttani illi leggji chi regulíggjani lu plurilinguismu illi lochi nostri: la Calta europea di li linghi regionali e minoritàrii (1992), la Leggji regionali n. 26 di lu 1997 e la Leggji statali n. 482 di lu 1999. A lu mumentu no pudemu priscindí da chisti trè leggji, ma ill'anni chi sò vinendi aemu la nizissitai di paràuli piú cjari e di pruvvidimenti piú efficaci. Cumincemu a assintà la robba di casa nostra. Illi cinc'anni ch'ani a viné –pussibbilmenti illi primma dui– è nizissàriu abrogà la leggji regionali d'abà e piddhà in algumentu e appruà lestru una leggji noa pa' la tutela, lu rinfulzamentu e la disciplina di lu plurilinguismu in Saldingja.

Ma palchí chista leggji noa no àggjia a ambarà ch'e un alta mustra di paràuli beddhi e prummittenti, è ministeri distinalli una cuota palcentuali mínima di lu bilànciu regionali. No si pó pinsà di fà una pianificazioni linguística comu si dei cu li 3 milioni d'éuro d'abali, chi sò manc'appena lu 0,05% di lu bilànciu regionali intreu! Illi cincu anni a viné s'ani d'annattà 1 milioni d'éuro a l'annu, ten'a uttiné e assintà ésiti evidenti. No aran'a esse dinà gjittati. Aemu di riscí a vidé lu plurilinguismu ch'e un'oppultunitai di criscimentu ecunòmmicu: sittori noi di ricilca e isviluppu, di piú occupazioni, di piú ricchesa culturali e dunca ecunòmmica, di piú libbaltai e dingjitai. Li fundi nizissàrii, siddhu 'ulemu, gjà sò dispuníbbili istituendi subbitamenti l'agenzia salda di li intrati (cfr. leggji pupulari di lu Fioccu 'eldi).

Lu miramentu primmàriu di chista leggji è l'istituzioni d'una agenzia salda pa' lu plurilinguismu, un òlganu amministrativu fundamintali ch'à di fà divintà l'Uffítziu de sa limba sarda un istitutu d'impoltu mannu ch'àggjia l'assunta di diriggjí, pianificà, coldinà, attuà e avvilguà la pulíttica linguística di la Regioni autònoma di la Saldingja. In palticculari, l'agenzia arà di fà un censimentu pa' dittilminà li prifirènzii linguístichi di li cittadini saldi a sigunda di li lochi, arà di dittilminà cà sò li lochi bilíngui e cali li trilíngui, coldinà l'enti loccali e li scoli ill'attuamentu di lu plurilinguismu, pruppuní li standard gràffichi e funèttichi pa' l'usu ufficciali di li LSM, pruggjittà la proppaganda pa' criscí lu 'mpoltu socioculturali di li LSM, uffrí silvízii di cunsulta pa' l'amministrazioni, li scoli, l'associazioni e li 'mpresi, pruppuní silvízii e istrumenti didàttichi diffarenti a sigunda di lu tippu d'utenti (steddhi, ciòani, manni, ansiani, furisteri, passoni cun difficultai visivi, uditivi e mottórii), prummuí la ricilca púbblica e priata, pruppuní scoli pa' la fulmazioni e la celtificazioni di li professionisti, dà assistu a tutti l'assessorati pa' lu 'mpreu di li linghi saldi.

Un'alta palti fundamintali di la leggji arà di trattà di l'azioni e di li maneri par avvià lu plurilinguismu illi scoli di 'jungja òldini e gradu, fissendi dittàmini e tempi rigurosi. Immaggjinendi li difficultai e li cuntrasti ch'aran'a èssevvi illi sistema scolàsticu ittalianu, è ministeri cunsintí e prummuí la pussibbilitai d'abbrí una scola salda, pinsata e pruggjittata in manera noa di lu tuttu e cunfolmi avveru a la situazioni linguística e culturali di la Saldingja.

A la mattessi manera, tocca a prummuí l'istituzioni di la faccultai di linghi e littaraturi saldi ill'atenei di Sàssari e Casteddhu, ma a un tempu saria meddhu chi la leggji píddhia in cunsideru l'uppultunitai d'abbrí una scola di specializzazioni in linghi e culturi di la Saldingja, inn'un istitutu mudelnu e autònomu. Risaltu mannu e finanziamenti cunfolmi aran'a esse ricunnisciuti pa' la ricilca illu campu linguísticu, ch'è un sittori essenziali figgjulendi a un plurilinguismu ecunommicamenti sustiníbbili e propulsivu.

Dapoi, la leggji arà di prummuí cun dungja mezu lu 'mpreu di li LSM illi mezi di 'nfulmazioni. Li linghi saldi aran'a esse sustinuti ill'editoria, inn'internet e illi canali radiotelevisivi. La stima di li linghi nostri smannarà puru candu aran'a esse impriati in manera no folclorística illu spettàculu e ill'alti, speccialmenti illu cínema, illa música e illa littaratura.

Pa' cumprí, poi di tutti chisti dittàmini, un augúriu sémplici e fattu cun cori: chi lu presidenti nou di la Saldingja faéddhia in saldu, gaddhuresu, tabalchinu o alghiresu addananz'a li micròffuni di la sala consiliari e di la televisioni.

Go to top